domenica 4 novembre 2012

La conflittualità o la latitanza d’intervento tra vari Livelli Legislativi


La conflittualità o la latitanza d’intervento tra vari Livelli Legislativi


Conflitti tra livelli legislativi tra i parlamenti, i consigli regionali e i consigli comunali, dovuta alla sovrapposizione di competenze. La conflittualità tra i vari livelli amministrativi si sviluppa prevalentemente quando vi sono delle compressioni dei diritti delle persone e la latitanza quando nessun livello istituzionale si occupa di tutelare i diritti di una minoranza di individui, quindi sempre un problema di distorsione democratica.

I conflitti tra livelli legislativi ed amministrativi sono tanto più frequenti quanto i livelli intermedi e locali sono autonomi e autosufficienti nelle proprie attività amministrative e le comunità differiscono per tenore di vita e organizzazione sociale.

Facciamo degli accenni ad esempi pratici in cui a livello locale le sensibilità legislative e amministrative possono divergere e confliggere con disposizioni e sensibilità generali con disposizioni e sensibilità generali:

·         L’utilizzo dell’acqua per l’industria o per l’agricoltura, per la commercializzazione dell’acqua potabile, la canalizzazione, la gestione delle riserve idriche

·         La produzione di energia come l’autorizzazione di (pozzi di estrazione petrolifera, miniere di carbone, creazione di dighe per centrali idroelettriche, raffinerie petrolifere, rigassificatori, centrali nucleari, pale eoliche, pannelli solari) … ed altro ancora

·         La gestione dei rifiuti, l’interramento, la termovalorizzazione, la raccolta differenziata, l’accettazione di rifiuti da altre località, impianti di depurazione fognaria, stoccaggio di scorie radioattive da produzione industriale ospedaliera e di centrali nucleari, trattamento rifiuti speciali industriali

·         L’urbanizzazione, il verde pubblico, i vincoli paesaggistici, i parchi, le grandi opere di trasporti (porti, aeroporti, ferrovie, autostrade, metropolitane)

·         Il trasporto di energia  (elettrodotti, gasdotti, autotrasporti carburanti)

·         Strutture per telecomunicazioni (antenne ricetrasmittenti radio, tv, cellulari, radar)

·         Rapporti sociali (accoglienza stranieri, colonizzazione economica di gruppi etnico culturali ebrei asiatici, commercio ambulante, sfruttamento lavorativo, edilizia religiosa)

·         Attività problematiche caccia, pesca, allevamenti intensivi, animali domestici, uso sistematico di antiparassitari e insetticidi,

·         Servizi sociali (Asili, Scuole, assistenza anziani)

·         Autodeterminazione (matrimoni e convivenze atipiche, libertà di culto, prostituzione, nomadismo, aborto, sistemi anticoncezionali, procreazione assistita, fumo, alcol, droghe, sport estremi, piercing, utilizzo di anabolizzanti)

 

Molte altre attività sono regolate a livello locale e possono entrare in conflitto con direttive e interessi regionali o statali. Se i livelli legislativi devono avere ognuno sufficiente autonomia è necessario trovare un ambito politico terzo dove risolvere tali conflittualità senza ricorrere allo strumento giudiziario che non può e non deve risolvere i problemi politici.

SI PROPONE

·         La creazione di una’Assemblea di tutte le sedi legislative in modo da determinare con la presenza in una unica sede legislativa il confronto diretto tra le varie componenti politiche e prospettive di mediazione tale che la decisione presa in tale sede diventi elemento di ricomposizione e norma per l’armonia legislativa nelle diverse articolazioni dello stato.

·         Essa viene convocata dal Presidente dello Stato quando vi è una segnalazione della Corte Costituzionale di carenza regolativa o eccesso regolativo di una legge quadro.

·         La riunione si può tenere anche da sedi remote in teleconferenza

·         Il fatto che ogni legislatore ha un peso di voto proporzionale ai voti ricevuti si ha che nell’assemblea vi è un perfetto equilibrio di rappresentanza proporzionale tra ogni livello legislativo.

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